Cuore debole

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Un cuore debole - è la storia di due amici e colleghi che vivono sotto lo stesso tetto: Vassja e Arkadi. La vigilia di capodanno Vassja annuncia all'amico "Io prendo moglie", ma una trama di ostacoli più mentali che reali si frappone fra Vassja e la sua stessa felicità. L’annuncio rompe un delicato equilibrio. Vassja sta per sposarsi ma improvvisamente non riesce più a sentirsene degno: “Com'è possibile che io non abbia mai fatto del bene a nessuno, perché non lo potevo fare, e persino d’aspetto sono sgradevole, e tutti quanti invece m’abbiano voluto bene?” - Così si rivolge all'amico Arkadi sull'orlo di uno schiarimento che preannuncia il delirio. I due amici fraterni non si capiscono più. Quale chimerica infelicità strappa le lacrime dai loro occhi? Di che cosa si disperano? Qual è la sciagura? Assisteremo ad una rapida discesa verso la follia, un’insensata fuga dalla felicità. La felicità stessa quindi, non solo il dolore, in determinate condizioni di debolezza, può risultare ingestibile o addirittura insopportabile. L’idea svalutata di sé, tema carissimo alla psicologia, si scatena in tutta la sua portata tragicomica nel momento in cui si traduce in azione drammatica dando vita a una storia più divertente che seria, più commuovente che triste.

Note di regia

La musica e la scena sono tese a creare uno spazio fisico e sonoro di tipo astratto. La musica è una fusione post-moderna di temi conosciuti – da Beethoven a Simon and Garfunkel – rielaborati in chiave sintetica. La scena è ispirata ai quadrati di Malevic. Tutta la storia si svolge all'interno di un quadrato dal quale i due personaggi non escono mai. Questa figura apparentemente semplice e rassicurante si ripete in tutto lo spazio scenico: tutto è quadrato. Questa forma domina le loro vite e condiziona la loro struttura mentale. Il perimetro in cui si muovono altro non è che l’espressione del loro quadrato mentale, una vera e propria prigione senza vie di fuga in cui nessun essere umano, tanto meno un “cuore debole”, può resistere a lungo senza impazzire. I due si inseguono vorticosamente in questo spazio claustrofobico, severo e crudele, forzandolo, corrompendolo con le loro pulsioni e le loro spinte sentimentali fino a rompere le linee rette della razionalità in cui sono inseriti. È forse la più classica fra tutte le contrapposizioni quella tra il cuore e la mente, ma chi di noi oggi non sospetta di essere rinchiuso nel proprio quadrato mentale? 

CUOREDEBOLE debutta a Roma nel 2012 e viene successivamente co-prodotto dal Teatro Vittoria all’interno della rassegna Salviamo i Talenti. Nel 2013 lo spettacolo è vincitore concorso Teatro Made in Marche, viene distribuito all’interno circuito teatrale AMAT MARCHE e nel 2015 viene presentato con sottotitoli in francese all’IIC di Bruxelles nella traduzione di Angelo Pavia. 

CUOREDEBOLE torna in scena dal 5 al 10 dicembre 2017 al TEATRO COMETA OFF di Roma in Via Luca della Robbia 47 – Testaccio. Dal martedì al venerdì alle h 21.00, domenica pomeriggio alle h 18.00.


Così la critica

Un tema, questo della follia causata da un eccessivo e perciò insano bisogno di razionalità, di logicità forzata, che ritroviamo puntualmente in due commedie di Eduardo De Filippo, La Grande Magia, scritta insieme a Pirandello nel 1936 e Ditegli sempre di sì del 1927, dove la pazzia risulta proprio da una necessità “civile”, potremmo dire mondana – basti pensare al Super- Io freudiano – di tenere sotto controllo da una parte il caos emotivo e l’anarchica sentimentale delle passioni umane, e dall'altra proteggere, con una sorta di velo di maya, ciò che la nostra coscienza non vuole né deve vedere, illudendosi di non aver alcuna responsabilità per ciò che gli accade intorno.
Claudio Vettraino | Persinsala.it

Affiancato a una performance ordinata e precisa, l’affetto fraterno dei due, reso con grande efficacia dai due giovani attori – che riescono a far riaffiorare quella nostalgia commovente de I Fratelli Karamazov o quella profonda ambiguità delle pulsioni umane che rimanda a tutto l’universo dostoevskiano, da Delitto e Castigo ai Demoni – è la vera chiave di una tragedia microscopica che ritrae di noi tutti quel misterioso imbarazzo dei sentimenti che coglie l’animo sul ciglio della felicità.
Sergio Lo Gatto | Teatro e Critica

La marchiatura a fuoco che la vita imprime sui due personaggi – il Sognatore delle Notti bianche e Vassija di Cuore debole – porterà l’uno a vivere per sempre del riverbero di un solo istante, l’altro alla follia; ma la matrice del marchio è la stessa: l’ipotesi, intravista e insopportabile, di una vita da spendere con completezza, al pieno della propria umanità.
Giovanna Amato | Poetarum Silva

Decisamente condivisibile il progetto culturale implicito nella proposta artistica, ovvero comunicare a un pubblico attuale il valore della grande tradizione romantica e realista ottocentesca.
Francesco Servida | IIC di Bruxelles

Crediti

di Enoch Marrella
da F. Dostoevskij


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TAGS:
[Cuore debole, Enoch Marrella, Dostoevskij, Cometa Off, Cometa Off dicembre]

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